Se siete fra i tanti che sono accorsi dinanzi al grande schermo in occasione dell’edizione restaurata de Il Gattopardo, il capolavoro cinematografico che Luchino Visconti trasse nel 1963 dal celeberrimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, di sicuro v’interesserà la mostra multimediale C’era una volta in Sicilia – I 50 anni del Gattopardo. Per la verità, ha già attratto parecchie persone, dato che la fine è stata prorogata al 2 marzo.
Non si tratta semplicemente di un’esibizione di fotografia a Palermo (non l’abbiamo ancora detto: è visitabile presso la sala Duca di Montalto del Palazzo Reale, in piazza Indipendenza 1, tutti i giorni dalle 8.15 alle 17.40, tranne la domenica, quando l’orario di chiusura è alle 13), è un vero e proprio compendio degli effetti di un’opera che fu curata nei minimi dettagli.
Carteggi, piani di produzione, brani di sceneggiatura, articoli di giornale, filmati trasmessi da vari monitor con i protagonisti e i tecnici che raccontano e ricordano insieme ad altri cineasti, i quali spiegano il loro punto di vista; e al centro dello spazio espositivo c’è addirittura una saletta buia che proietta alcuni documentari. Oltre naturalmente ad abiti di scena e manifesti d’epoca.
Data la collocazione, non poteva non esserci lo zampino della Fondazione Federico II, ma per il resto l’evento è stato curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia, dall’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, dalla Sicilia Film Commission e da Sensi Contemporanei. Il biglietto costa 4 euro.
