Interessa la stampa 3D della HD3DX100 di Hamlet (azienda taiwanese che ha deciso di investire in questo settore), sul mercato soltanto da qualche mese? La trovate a 1499 euro, su Internet forse viene via pure a meno. Si tratta di un prodotto che fonde le caratteristiche di una macchina “semplice” dei marchi più importanti e di un apparecchio di fattura abbastanza artigianale (genere che comunque va per la maggiore).

Vantaggi? Beh, intanto la qualità dell’assistenza è assicurata dal distributore italiano della società orientale, il Gruppo Careca, e poi l’“aggeggio”, come si suol dire, si presenta bene (dal punto di vista estetico, s’intende). I filamenti, vale a dire la “materia da plasmare”, sono disponibili a 59 euro al chilo, ma anche qui qualcuno va al ribasso.

La tecnologia applicata è la modellazione tramite deposizione fusa, risalente addirittura agli anni ’80. In teoria il brevetto è scaduto e la dicitura non si potrebbe più usare, ma anche cambiando il nome la sostanza è la stessa di allora. La velocità di stampa certificata è di 24 centimetri cubi ogni ora. L’apparecchio si collega facilmente a un PC o a una chiavetta ed è in vendita insieme a una base d’appoggio, utensili per rifinire gli oggetti “sfornati” e un chilo di materiale da imprimere.

Certo, bisogna anzitutto prendere confidenza con il mezzo, comprenderne le capacità e i limiti, entrare in sintonia con le sue funzioni, ma i risultati poi sono apprezzabili. Tuttavia, scommettiamo che l’ultima frontiera di questo tipo di applicazione è ancora lontana da raggiungere? Che ne pensate?

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