Il Festival Internazionale di Roma sulla fotografia è in pieno svolgimento. Dedicato ai ritratti come arte e simbolo, l’evento sviscera le numerose possibilità di questa specialità.

È iniziato il 27 settembre, durerà fino all’11 gennaio. Si tratta del Festival Internazionale di Roma, appuntamento imperdibile per i fotografi. La sede è in via Nizza 138.

Un indirizzo specifico

Giunta all’edizione n.13, la manifestazione è incentrata su una tipologia specifica di foto: il ritratto. Forma d’arte antica, riveste significati che magari non sono visibili nell’immediato o a occhio nudo, ma è anche un modo per fare un’analisi sociale attraverso i decenni.

Tecnica trasversale

Il percorso storico del ritratto consente di notare quali siano state le sue evoluzioni, filtrate da altre discipline come il cinema o la letteratura. Insomma, è un modo insolito per parlare perfino di semiotica, filosofia o antropologia. È un mezzo per conoscere il soggetto scelto, per rapportare l’autore al mondo circostante, per ricercare nella sua fonte d’ispirazione le tracce della sua personalità, le sue referenze, come se ci si trovasse di fronte a un’opera speculare o complementare a un autoritratto.

L’influenza della modernità

Non bisogna dimenticare, tuttavia, che la fotografia, tramite il digitale, sta vivendo una profonda rivoluzione interna. Ormai non si può prescindere dai cambiamenti imposti da questa fase di transito. Perciò anche la maniera di rappresentare sta mutando.

Chi sono i protagonisti?

I curatori della mostra (il direttore artistico è Marco Delogu) hanno voluto esperti, critici, direttori di istituzioni culturali noti nell’ambiente per selezionare gli artisti che espongono. Ne vien fuori una collettiva particolare, che non esclude gallerie private, spazi ad hoc, ospiti stranieri, angoli per giovani in via d’affermazione e un focus sulla capitale.
Vale una visita, no?

L’articolo è tratto da: http://bit.ly/1srtBlg

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