Se oggi il concetto di stampante è ancora associato a risme di carta e cartucce per l’inchiostro, domani potrebbe diventare un mezzo utile per riciclare i materiali. La plastica in primis.

Bottiglie in polietilene tereftalato? Portatele a una stampante 3D, che “sa” cosa farne. In effetti, che senso ha raccogliere e differenziare i materiali se poi non si insuffla loro una nuova vita? Probabilmente l’idea, da opzionale, diventerà pratica corrente negli anni a venire.

L’esperienza del rapper

In questa storia, strano a dirsi, c’entra il cantante dei Black Eyed Peas, will.i.am: non è solo un musicista e produttore discografico, i suoi interessi spaziano anche nella sfera tecnologica, tanto da essere nominato direttore creativo per un progetto della 3D Systems. Il suo compito è quello di polarizzare l’attenzione collettiva verso le stampanti di ultima generazione, di spingere il pubblico a interessarsene e a farne uso.

Il prodotto al centro

Ekocycle Cube 3D si chiama il prodotto da lanciare, sarà in commercio (a 1.199 $) entro dicembre e lo distribuisce Cubify. Questo modello è in grado di dare una seconda possibilità alla plastica, utilizzando il 25% delle bottiglie. Di Coca-Cola in special modo, dato che è uno dei partner dell’iniziativa. Con tre bottigliette da mezzo litro e una “cartuccia” si possono ricavare degli oggetti à la page.

Fantasia e non solo

È lecito, dunque, dare libero sfogo al proprio estro, ma qualora mancassero gli spunti la macchina è attrezzata per modellare 25 rielaborazioni, tra capi di vestiario, vasi, braccialetti e custodie per i telefonini. La risoluzione è di 70 micron, l’estensione delle stampe non supera i 15 centimetri. L’unico aspetto su cui ancora non ci si può sbizzarrire sono i colori: solo bianco, nero e – senza troppa fatica – trasparente.
Voi come sfruttereste quest’opportunità?

L’articolo è tratto da: http://bit.ly/10iLbNB

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