Diranno il vero gli olandesi o i cinesi? Non parliamo in generale, bensì di un argomento specifico. I primi asseriscono di aver trovato il modo di realizzare una mini-casa servendosi solo della stampa in 3D, ma occorrono fondi per un risultato da conseguire entro i prossimi 3 anni; i secondi ribattono che loro già lo fanno, e sono in grado di tirar fuori 10 di queste piccole abitazioni in un solo giorno.

In realtà non ha torto nessuno. Gli architetti di Amsterdam stanno pensando un po’ più in grande e puntano su materiali ricercati, mentre l’orientale WinSun Decoration Design Engineering Co. ha conseguito il risultato impiegando residui di precedenti costruzioni e rifiuti industriali, tutti insieme a formare un particolare cemento agglomerato. Ci vogliono comunque delle grandi stampanti, però i costi sono decisamente bassi: addirittura meno di 5000 euro.

C’è un’altra differenza sostanziale, in effetti. Gli europei pensano di “sfornare” un blocco già pronto per l’arredo, gli asiatici invece producono i pezzi necessari e li montano sul momento. D’accordo, questo pone un problema di “appartenenza” all’idea iniziale (alla quale si riconduce maggiormente l’appartamento pronto in un sol colpo), ma in fondo si tratta ugualmente di tecniche rapide e rivoluzionarie.

E dato che Pechino e dintorni intendono rivolgersi alle comunità meno abbienti, il progetto laggiù continua a svilupparsi. Infatti la WinSun sta preparando un centinaio di industrie preposte alla raccolta degli scarti e alla loro trasformazione nella materia prima necessaria per le stampe. Che ne dite? È una valida iniziativa?

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