Il Pritzker Prize, creato nel 1979 dalla Hyatt Foundation, è il corrispettivo dell’Oscar nell’ambito dell’architettura, ma questo ad appassionati ed esperti non c’è bisogno di spiegarlo.

La vera curiosità sta nell’assegnatario dell’edizione del 2014 del premio (il prossimo 13 giugno ad Amsterdam), il giapponese Shigeru Ban (il settimo artista proveniente dal Paese orientale a riceverlo), specializzato nell’uso del cartone.

È lui il progettista e realizzatore nel 2011 di una sala concerti d’accomodo (la Temporary Concert Hall, appunto) per L’Aquila, in seguito al disastroso terremoto di due anni prima.

Si tratta del giusto coronamento di un’attività votata all’essenziale, in nome del minimalismo nipponico. Niente fronzoli sul piano strutturale e grande rispetto per l’ambiente, ricorrendo a materiali poco costosi e di facile reperibilità, ottimi per il riciclo. È un’ecologista della prima ora, al di fuori delle mode, convinto sostenitore dell’idea che ogni spreco sia assolutamente evitabile.

Le costruzioni di Ban si basano su tubi di cartone, resi più solidi e resistenti alle intemperie da vernice poliuretanica. Oltre a eleganti prove realizzate in Francia, Nuova Zelanda e Corea, il nostro architetto del sol Levante è intervenuto in maniera risolutiva in vari posti sparsi per il pianeta, soprattutto dove si erano verificati disastri naturali – come ad Haiti o in India – ed era necessario edificare velocemente dei ripari.

Il vincitore ha espresso, insieme a una grande soddisfazione, la volontà di continuare a seguire le esigenze della gente in stato di emergenza allo stesso modo di quelle di committenti privati. C’è un gran bisogno di personalità di simile generosità, non è così?

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