Desta curiosità l’iniziativa dell’artista Federico Babina, che immagina degli edifici discendenti dalle… canzoni. Scommettiamo che qualche altro addetto ai lavori lo prenderà in parola, prima o poi?

Attraverso una serie di disegni ispirati alle costruzioni (reali o fittizie) presenti in film famosissimi, Federico Babina aveva già dimostrato il valore della sua arte grafica con Archicine (collezione composta da 15 figure), unione proficua tra competenza tecnica nell’architettura, talento visivo e passione cinematografica. Ora il nostro rilancia con la musica, attraverso un’idea, denominata Archimusic, un po’ folle un po’ immaginifica, alla quale in futuro magari qualcuno si ispirerà per davvero, o darà direttamente credito all’autore.

Prendendo simbolicamente come “fondamenta” i pentagrammi di 27 celebri spartiti musicali – che spaziano dal classico al pop – Babina ha illustrato altrettanti palazzi, abitazioni o addirittura fabbriche (in forma di coloratissimi poster) che potrebbero nascere dai relativi motivi. In causa sono chiamati i Pink Floyd e Mozart, Michael Jackson e i Beatles, Bach e i Queen, David Bowie e i Doors, Amy Winehouse e i Blur, Elvis Presley e i Police, i Nirvana e Charlie Parker, Laurie Anderson e Paco de Lucía, Chet Baker e Björk. Insomma, alcuni fra i nomi più amati dagli appassionati di… qualsiasi genere.

Dall’ascolto di una melodia può anche scaturire un progetto, per fantasioso che sia, e la trovata ha un senso. Gli stabili generati da questo connubio assumono i profili di cantanti, strumenti, ritmi. Chi vuol farsi un’idea più precisa, può visitare il sito www.federicobabina.com. Vi sembra accattivante?

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