Fra le tante commemorazioni per il primo conflitto mondiale in programma un po’ ovunque, ce n’è una particolarmente prestigiosa e interessante: Alto Adige Novecento. È comunque parte di un programma più vasto.

Prende il via oggi a Bolzano, nella sede del Comune con un intervento del rinomato storico Paolo Nicoloso, un’importante manifestazione (facente parte di un programma più vasto, denominato Alto Adige Novecento, che avrà luogo nel 2016 e coprirà il periodo dal 1859 all’ultimo conflitto bellico globale), la quale si propone di esaminare gli aspetti relativi all’architettura in relazione allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e ai disastri (non solo relativi ai bombardamenti) che essa arrecò. Un’idea promossa dalla Fondazione Architettura Alto Adige.

Linee guida

L’iniziativa, tra convegni e immagini, vuole illustrare le profonde mutazioni urbane e sociali avvenute sul territorio prima (con l’espansione delle città sotto l’impero austroungarico) e dopo (con l’italianizzazione fascista) gli eventi della fase 1915-1918. La provincia visse profonde contraddizioni, misurabili attraverso le trasformazioni di edifici e opere artistiche.

Reperibilità delle tracce

Praticamente niente si “salvò”, sul piano architettonico: stazioni, hotel, teatri, chiese, normali abitazioni, centrali idroelettriche, scuole e caserme. Gli incontri aiuteranno a capire come sono state progettate e poi realizzate, modificate, allargate o rovinate alcune costruzioni e che ruolo giocarono personaggi e correnti.

I prossimi appuntamenti

L’anno venturo si continuerà con un contributo sulla Scuola di Monaco, che collegò il Sud Tirolo al resto d’Europa, uno sulle influenze del razionalismo e un altro sulla pittura e la scultura locali. Approfondimenti che dovrebbero essere affidati rispettivamente a Dieter Klein, Marco Mulazzani e Carl Kraus.
Una visita per gli appassionati è d’obbligo, non vi pare?

L’articolo è tratto da: http://bit.ly/1xV2uiI

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