Fra le mostre di fotografia a Palermo previste nei prossimi giorni ce n’è una della RizHoma Gallery a Palazzo Dagnino (piazza Marina n. 51), visitabile gratuitamente (ma previo appuntamento) dal 20 al 26 giugno, che cattura subito l’attenzione grazie al suo titolo (temporaneo): Cosa succede quando non succede nulla.

Avete presente quei momenti di ozio (o di pausa invocata dal nostro stanco organismo) in cui da un panchina o da una finestra si rimane a fissare un punto qualsiasi mentre la mente vaga fra mille pensieri? Il principio, probabilmente, è proprio questo.

Nel curarla Martina Colajanni ha preso spunto da Georges Perec e dal suo Tentativi di esaurimento di un luogo parigino e si è affidata agli scatti di Fergus Heron, Martin Cregg e Maurizio Montagna. Una via, un sentiero, un paesaggio, una scena di vita urbana apparentemente insignificanti possono in realtà celare, se il fotografo si fa condurre dalla propria abilità, dalla conoscenza, dallo studio più che dall’assoluta casualità, tanti dettagli affascinanti, magari veri e propri stimoli a riflessioni tutt’altro che banali. Gli elementi naturali così come il colore del cielo possono diventare determinanti, ed è possibile perfino riconoscere zone, latitudini e posizioni geografiche.

Dunque, è consigliabile soffermarsi su (anziché perdersi in) queste immagini. Anche perché il “gioco” non è quello di trovare una disarmonia o un’asperità, bensì delle tracce di esistenza. Da lì, impressioni, osservazioni, emozioni possono liberarsi più facilmente. A voi è mai capitato?

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