Un’area interna di oltre 3000 metri quadrati per un progetto dei… “senza nome”! In realtà, con un’opera così Nameless Architecture non può non farsi notare. Intanto sorge dalle parti di Seoul, capitale della Corea del Sud; in secondo luogo, dà l’impressione, esternamente, di essere una sorta di monoblocco fatto di spazi diversi e collegati fra loro; inoltre, è una chiesa.

Si chiama RW Concrete Church ed è stata eretta in un rione nella parte nordorientale della città, Byeollae. Una zona civilizzata solo fino a un certo punto, con scorci urbani che si alternano a tratti desertici, con un sentore di rarefazione. L’edificio in questione, inserito in un più ampio progetto edilizio, sul piano dell’architettura sfoggia delle geometrie essenziali e appare quasi rigorosa, imperniata com’è su un solo materiale: il cemento, qui utilizzato come componente e come mezzo di rifinitura, e finisce con il connotare appunto “concretamente” la costruzione.

A parte una certa staticità volontaria delle istituzioni religiose, nella forma la struttura vuol rappresentare comunque un’enorme croce, con tanto di spazio per le campane nella sua sommità. L’ingresso ospita un cortile all’aperto, punto di socializzazione per i partecipanti alle varie iniziative che si tengono nel luogo di culto.

Le scale si inerpicano per tre piani e non sono illuminate di proposito, in contrasto con l’ondata di luce esterna che pervade, a fine percorso, la cappella vera e propria. Contribuisce allo scopo un sottile lucernario che spezza l’effetto statico dell’ambiente, dotato tra l’altro di una leggera pendenza. Un’idea eccessivamente postmoderna, una variante interessante o un prodotto artistico (anche un po’ provocatorio)?

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