Un’università cilena la cui sede è stata creata da tre professionisti. Una struttura compatta e massiccia, che già dall’esterno deve comunicare un’idea di solidità e stabilità.

Un luogo in cui si impara e ci si avvia a entrare nel mondo del lavoro deve comunicare un senso di sicurezza, anzi deve apparire proprio come una specie di fortezza. Probabilmente è in tale direzione che si sono mossi Rafael Hevia, Gabriela Manzi e Rodrigo Duque Motta nel riprogettare il campus Huechuraba, ossia – non è che un primo stralcio di lavori d’architettura – la facoltà di Economia e Commercio dipendente dall’università Diego Portales, a Santiago, in Cile.

Una collocazione non facile…

Il posto non è in pianura, bensì ai piedi della collina di San Cristobal, un po’ più in alto rispetto alla vallata da cui prende il nome la zona universitaria. È però un sito “strategico”: qui si trova uno dei due poli commerciali pulsanti della capitale, quindi teoricamente è un modo per congiungere gli studenti a alla vita professionale che lì attende.

…anzi, leggermente “ostica”

In effetti, tutt’intorno sorgono uffici (in affitto) dentro palazzi di vetro, la cui concezione rimanda a fasi di passaggio, destinazioni d’uso intercambiabili. A ciò si è provato a rispondere con un edificio che parla invece di permanenza, d’impegno che si perpetra nel tempo.

Composizione eloquente

Il calcestruzzo duraturo, i blocchi densi e resistenti già forniscono l’impressione che ci vuole. Inoltre, le pareti saranno presto ricoperte dal verde della vegetazione, testimonianza dello scorrimento delle stagioni. Anche i cortili che circondano l’edificio contribuiscono a esaltare questo concetto. La pendenza è utilizzata in armonia geofisica e con l’ambiente (sul quale l’impatto è bassissimo), che tra l’altro può essere ammirato dai piccoli terrazzamenti – piazzati a varie altezze – che punteggiano i muri.

Voi vi iscrivereste?
L’articolo è tratto da: http://bit.ly/1rPpTCm

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